Sette secoli fa, fra il 1303 e il 1305, Giotto, su commissione del banchiere padovano Enrico
Scrovegni, affresca la cappella intitolata a Santa Maria della Carità, meglio nota come
Cappella degli Scrovegni.
In seguito ai restauri del 2002, per ragioni conservative è stato ridotto a pochi minuti il
tempo consentito per ammirare questo capolavoro della pittura del Trecento italiano ed
europeo. Il Vangelo secondo Giotto ne è una fedelissima riproduzione fotografica, in scala
1:4, che offre quindi l'opportunità di guardare le scene con il tempo necessario.
La mostra itinerante è prodotta da Itaca, società editrice e di promozione culturale. In
questo contesto, finanziata da Gisella Balducchi e dal marito Silvestro Paris, imprenditore
tavernolese.
Il curatore della mostra, Roberto Filippetti, è uno dei massimi esperti della Cappella degli
Scrovegni.
`Filippetti è un profondo conoscitore e studioso dell'iconologia, un divertito fruitore di tutti i giochi
di luce e di senso che Giotto dissemina...e un uomo di fede, che legge il ciclo pittorico come un grande
testo sacro`
Antonio Polito, editorialista del `Corriere della Sera`
Siamo dentro una Bibbia dei poveri: attraverso la pittura di Giotto, i fedeli possono meditare
sulle storie di Maria e di Gesù.
Il ciclo pittorico della cappella sviluppa tre temi principali, ciascuno in dodici episodi disposti
sulle pareti della navata: l'Immacolata Concezione di Maria, la sua nascita e presentazione
al tempio, fino alle nozze con Giuseppe; l'infanzia e la vita pubblica di Gesù, la sua Passione,
Morte, Risurrezione, Ascensione e infine la Pentecoste. Infine il registro basso, nello
zoccolo monocromo delle due pareti, presenta le conseguenze morali di quell'Avvenimento
che, accolto o rifiutato, decide il destino dell'uomo, come rappresentato dalle due strade
che l'uomo può intraprendere: quella dei vizi o quella della virtù che conducono
rispettivamente all'Inferno e al Paradiso del grande Giudizio universale dipinto sulla
controfacciata.
Oltre 60 allestimenti hanno confermato la validità didattica della mostra e la sua destinazione
a un largo pubblico, a partire dai bambini delle scuole materne.